Hai mai sentito parlare della Generazione Z?

Leggendo questo articolo ti renderai conto come questa nuova generazione sia estremamente importante per tutto ciò che riguarda il digital marketing e cosa che probabilmente ti interesserà di più, per le vendite online.

Conoscerla e capire quali siano i loro interessi e le loro aspettative è fondamentale per valorizzare il tuo brand e realizzare le tue sponsorizzazioni.

Prima di parlare della Generazione Z, cerchiamo di capire chi sono i Millennial e le altre generazioni. In questo modo potrai farti un’idea su come targettizzare il tuo pubblico basandoti su queste informazioni generali.

Classificazione generazioni: tutte le caratteristiche di ciascun target

Prima di soffermarci sulla Generazione Z, facciamo dei passi indietro, ripercorrendo come siamo arrivati ai nativi digitali, attraverso le generazioni dei nostri nonni, genitori, zii e fratelli.

I Baby Boomer

Questa generazione include i nati dal 1944 agli anni Sessanta. Sono coloro che hanno assistito al boom economico e demografico che ha caratterizzato il mondo occidentale.

È la generazione delle rivoluzioni culturali, del femminismo, dei diritti civili, del movimento degli hippie e del pacifismo, elementi che caratterizzano soprattutto i nati negli Cinquanta.

Sono ambiziosi, orientati al lavoro e hanno un reddito mediamente elevato con grande predisposizione al risparmio.

Quando erano bambini hanno visto arrivare gli elettrodomestici in casa, come la prima lavatrice e la televisione.

Un dato interessante è la loro presenza sui social network, la quale si concentra prevalentemente su Facebook: il 70% di loro infatti è attivo sulla piattaforma di Mark Zuckenberg. Mentre, generalmente non hanno un profilo Instagram o Snapchat.

In una strategia social destinata a questa fascia, è consigliabile puntare su campagne Facebook con obiettivo il click sul link, essendo una generazione abituata a banner e pop-up tipici dei primi anni di Internet, utilizzando call to action semplici, concrete e dirette.

Generazione X

Sono coloro nati tra il 1965 e il 1979. Questa generazione fa seguito quindi ai baby boomer, viene chiamata Generazione X perché si ritiene che non abbia un’identità sociale ben definita.

Tuttavia, la generazione X ha vissuto eventi storici ed epocali come la caduta del muro di Berlino e la fine della Guerra Fredda. Assistono all’American Dream (il così detto sogno americano) e vivono in contemporanea l’incubo delle Torri Gemelle.

È una delle generazioni che per diverse ragioni ha conseguito la reputazione stereotipata di essere freddi, apatici, cinici, senza valori e affetti.

Viene quindi identificata con la mancanza di ottimismo nel futuro e la crescente sfiducia nelle istituzioni e nella politica.

Comunque la generazione X rappresenta la fetta più grande della popolazione: sono tendenzialmente più concreti e meno sognatori dei baby boomer.

D’altro canto è questa la generazione che ha dato il via ai giganti del web come Google.

Utilizzano con percentuali quasi simili YouTube e Facebook (rispettivamente 84% e 77%). Nettamente inferiore è l’uso di Instagram (45%) battuto invece da WhatsApp (55%).

I Millennial

Con il termine Millennial, Generazione Y, Net Generation si indicano coloro nati tra il 1980 e il 1994.

Questa generazione è caratterizzata da un ottimo utilizzo dei mezzi di comunicazione e dei social network.

Qui ha inizio la generazione degli iperconessi: sono coloro che assistono alla nascita dei primissimi social network come MSN e Myspace per poi passare a Facebook e YouTube e hanno vissuto pienamente l’era della comunicazione istantanea con SMS, email e chat sui social.

Sono la generazione che si trova ad affrontare la difficoltà di trovare un impiego e spesso si sono sentiti chiamare “bamboccioni” derivante dal fatto che la maggior parte di loro vive ancora con i propri i genitori.

A differenza della generazione X però sono caratterizzati da un ottimismo per il futuro e una predisposizione a risolvere i problemi.

Sono i primi ad aver popolato i social media, quando i loro genitori non sapevano neanche cosa fossero. La generazione dell’interazione che crede nella potenza comunicativa dello storytelling e nella sharing economy.

Il 92% dei Millenial si affida più alle referenze di persone che conoscono rispetto a qualsiasi altra cosa quando fanno acquisti.

È, infatti, la generazione degli startupper, che non trovando lavoro si inventa possibilità lavorative, anche lì dove non ce ne sono; è la più propensa a spostarsi all’estero alla ricerca di nuove opportunità.

Sono il target di molte aziende di comunicazione, essendo onnipresenti su ogni tipo di social (da Facebook, Instagram, Snapchat, WhatsApp, Twitter fino a YouTube), ma non è facile attrarre la loro attenzione.

Tuttavia, va assolutamente detto che il piano strategico per creare interesse verso questo target necessita di un adattamento del contenuto in base ai canali di comunicazione utilizzati e con cui l’azienda deciderà di essere presente.

Generazione Z: chi sono i nativi digitali

Con questo termine si identificano tutti coloro nati dal 1995 al 2015.

Sono la generazione più dipendente dai social e dagli smartphone, dei veri “social media addicted“.

I social prediletti dai nativi digitali sono senza dubbio Instagram, Snapchat e TikTok. Molto meno connessi a Facebook e Twitter, pur avendo un account.

Sono inoltre “streaming addicted“, ovvero prediligono siti di riproduzione streaming come Netflix e Spotify alla classica televisione o al download di contenuti media.

Il loro Santo Gral è lo smartphone, che sostituisce quasi del tutto il PC: si stima infatti che il 97% degli appartenenti alla Zeta Generation ne possiede uno e che per 7 utenti su 10 questo rappresenta il mezzo prediletto per collegarsi ad Internet.

Da mobile i giovanissimi passano connessi quasi 3 ore e 40 minuti, 50 minuti in più della media globale.  

Dal punto di vista culturale, i membri più giovani della Generazione Z sono i primi a vivere l’epoca dei matrimoni LGBT legalizzati, della crisi europea dei migranti  e della guerra all’Isis. 

Sono quindi il target del futuro, quello che nei prossimi anni influenzerà di più le strategie di digital marketing delle aziende.

Come conquistare la Generazione Z?

Ormai da molto tempo la Generazione Z ha guadagnato grande attenzione da parte delle aziende, come testimonia anche l’enorme mole di ricerche effettuate sui loro comportamenti online (e non), perché in grado di effettuare acquisti in autonomia e di influenzare le opinioni altrui.

Come abbiamo già anticipato, le aziende che vogliono approcciare questa generazione devono innanzitutto conoscerla a fondo e costruire la propria strategia di marketing su queste informazioni.

Ecco 4 punti fondamentali per attrarre i nativi digitali verso il tuo brand:

     1. Generazione Z e Influencer Marketing

Non è un caso se negli ultimi sono nate le figure degli influencer e degli YouTuber. Innanzitutto la Generazione Z è più incline a essere “influenzata” rispetto a qualsiasi altra generazione, e non si tratta solo dei messaggi prodotti da celebrities.

In realtà questa generazione è attratta dagli influencer della porta accanto, ovvero micro-celebrities con cui i nativi digitali dialogano, chattano e si fotografano.

Più del 40% di loro dichiara di modificare l’opinione rispetto a qualcosa dopo aver sentito l’opinione delle loro “celebrities di fiducia”, fra le quali spiccano proprio i micro influencer (ovvero influencer che hanno fra i 50 mila e i 10 mila follower).

      2. Parole d’ordine: Autenticità e Personalizzazione

L’autenticità per la GenZ è un fattore fondamentale.

Queste persone non amano schemi pre-confezionati con cui utilizzare dispositivi, servizi e prodotti. È quindi consigliabile renderli partecipi di tutte le novità che coinvolgono il tuo brand.

Ad esempio potresti creare un contest sui social a premi, dando loro la possibilità di diventare una sorta di testimonial del brand, invitandoli a farsi foto/video che li ritragga con il tuo prodotto da pubblicare su Instagram, repostando i vari contenuti in modo da trasformarli in una sorta di Brand Ambassador dell’azienda.

       3. Sostenibilità e Tutela dell’Ambiente fra i trend dai nativi digitali

Questa generazione è particolarmente attenta alla tutela e al rispetto ambientale.

Non è un caso se negli scorsi mesi abbiamo assistito a manifestazioni a favore dell’ambiente come i #FridaysForFuture che hanno visto un’ottima partecipazione da parte dei nativi digitali.

Un’azienda che promuove campagne incentrate sulle sostenibilità e sul rispetto dell’ambiente sarà quindi sicuramente più apprezzata da questo target e potrebbe stimolare l’acquisto dei propri prodotti.

Infatti, una ricerca di Pwc Italia del 2018 ha rilevato che il 39% dei nati tra il 1995 e il 2010 (Generazione Z) è disposto a pagare tra il 5% e il 10% in più per avere un capo di abbigliamento o accessori a basso impatto ambientale e sociale.

Oggi non basta più offrire prodotti e servizi di qualità a un buon prezzo, ma i valori di cui i brand si fanno portatori e l’impatto che hanno sull’ambiente diventano sempre più importanti, specialmente per le nuove generazioni.

Un esempio di quanto detto finora? Abbiamo scelto la campagna di Birra Ichnusa sul bicchiere in vetro riciclato.

        4. Video brevi ed efficaci fra i format preferiti dalla Z Generation

Molto più impazienti dei loro predecessori, è più facile vendere il ghiaccio agli eschimesi che mantenere l’attenzione dei nativi digitali.

Si stima infatti una media è 8 secondi di attenzione per la Z Generation. Un dato questo da non sottovalutare nella realizzazione di qualsiasi campagna pubblicitaria. Per questo il modo di comunicare più efficace per la Generazione Z è costituito da Instagram e Snapchat, privilegiando come creatività video accattivanti di pochi secondi sul proprio prodotto/servizio, magari sotto forma di Stories, fra i formati social prediletti dalla Generazione Z.

Se quindi hai un’azienda, seguendo questi consigli sarai in grado di ottimizzare al meglio le tue sponsorizzazioni, ampliando il tuo target di riferimento (tieni conto che i nativi digitali saranno gli adulti del futuro, quindi attenzione ad ignorarli!).

Dopo aver capito le caratteristiche delle diverse generazioni hai già individuato il tuo target oppure pensi di voler cambiare la tua strategia di marketing?

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