Coronavirus e Social Media: quale rapporto?

Con il divampare del COVID-19 a livello internazionale, il Web è stato letteralmente invaso di notizie, alcune delle quali volte a creare inutili allarmismi.

Una vera e propria pandermia non solo di Coronavirus ma di Fake News sul web che spaziano dal complotto anticinese creato dall’America o da Israele, per ‘mettere in ginocchio la Cina’ fino ai complotti delle case farmaceutiche guidate da Bill Gates passando per le ricette vegane per combattere il virus o le scuole chiuse in tutta Italia.

Un fenomeno quest’ultimo che ha spinto gli stessi social media a porre rimedio: scopriamo insieme come, attraverso 3 curiosità sul Coronavirus al tempo dei social.

Coronavirus Fake News: l’OMS chiama a rapporto i social media

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha definito il Coronavirus la prima infodemia della storia: come a dire che, per la prima volta, l’umanità sperimenta un’epidemia che va combattuta non solo sul campo della scienza e della salute pubblica, ma anche in quello dei media di massa, social network compresi.

Infatti, da un lato i media digitali hanno senza dubbio amplificato gli effetti negativi di un’epidemia in atto – con l’aumento dei casi di contagio, milioni di persone costrette a vivere in quarantena, voli ed eventi cancellati o sdisputati a porte chiuse – veicolando disinformazione sul virus.

D’altro canto si stanno anche rivelando un mezzo per ridurre le conseguenze negative dell’infezione e fare emergere verità e racconti della gente, anche non gradite al Governo cinese.

Ecco perché la stessa Oms sta collaborando con tutte le società di social media come Google, Facebook, Tencent, etc. con l’intento di combattere notizie incontrollate e “falsi miti” e per garantire che le informazioni corrette e ufficiali siano facilmente individuabili e soprattutto ben visibili prima di tutte le altre.

La raccomandazione dell’OMS è anche rivolta a tutti gli utilizzatori dei social media: ogni utente ha il dovere di condividere coscientemente, “facendo click” con attenzione ed evitando di alimentare notizie false o anche solo dubbie.

Facebook vieta ads su “cure miracolose”

L’OMS chiama e…i social media rispondono!

Il primo è Facebook il gigante da 3 miliardi di utenti attivi nel mondo ha annunciato di aver intrapreso azioni contro il divampare di notizie false sul Coronavirus. Eccone alcune delle più importanti:

  • Divieto per gli account pubblicitari di creare campagne Ads su Facebook volte a sponsorizzare cure anti Coronavirus. Ad esempio, non saranno consentiti annunci di mascherine che fanno credere che siano le uniche ancora disponibili o che affermano di avere la garanzia di impedire la diffusione del virus.
  • Avvisi in diverse lingue con alert direttamente nella Sezione Notizie che rimandano all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) o istituzioni locali come il Ministero della salute.
  • Notifiche agli utenti che stanno condividendo fake news su cui è stata già fatta una verifica.

“Bloccheremo e limiteremo gli hashtag e contenuti utilizzati per diffondere informazioni false su Instagram” – Facebook

Coronavirus e TikTok: il social dei giovanissimi fa informazione istituzionale

Anche il social media più chiacchierato del momento sta facendo la sua parte per fronteggiare il Coronavirus, informando i propri iscritti.

Come?

Digitando la parola sul motore di ricerca compare un bottone informativo che recita “Prevent Coronavirus”, subito sotto si trovano una serie di video di utenti che trattano questo argomento.

Cliccando sul bottone si viene rimandati ad una pagina web dove compaiono link che rimandano ai siti e fonti istituzionali dei vari Paesi, consigliati da TikTok per ottenere delle informazioni ufficiali ma soprattutto sicure, sul piano della veridicità.

Sicuramente un messaggio importante lanciato da un social fino ad oggi etichettato come principalmente funny, ma che sta cogliendo questa seria situazione per trasformarsi in un luogo di informazione per gli utenti.

Con questa comunicazione istituzionale TikTok dimostra di possedere una maturità che altri social hanno raggiunto solo nel corso degli anni.

Google lancia Sos Allert Coronavirus

A rispondere all’appello lanciato dall’Oms non sono solo i social media.

Internet, lo sappiamo tutti, è lo strumento più utilizzato per la ricerca di notizie e aggiornamenti e in questo il Coronavirus non fa eccezione.

Così, Google ha deciso di sfruttare il proprio servizio SOS Alert per favorire la diffusione di informazioni accurate e verificate sul fenomeno, che è stato oggetto anche di bufale circolate via WhatsApp. Attraverso il servizio SOS Alert il motore di ricerca più famoso del mondo mette in cima ai risultati relativi al coronavirus una pagina contenente informazioni diffuse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con i consigli per la sicurezza, le informazioni e gli aggiornamenti in tempo reale relativi al virus cinese.

Gli sforzi di Google per combattere il coronavirus non si fermano però alla collaborazione con l’Oms: l’azienda ha infatti dichiarato di avere donato 250.000 dollari alla Croce Rossa cinese, per aiutare la gestione dell’emergenza legata al virus.

Coronavirus Fake News? Meglio i meme divertenti sul web

Mentre le fake news non cessano di divampare sul web, l’ironia non si è fatta attendere, forse anche ad esorcizzare i più che comprensibili timori sul divampare del virus.

Sul web stanno infatti impazzando i meme, ovvero tormentoni divertenti (un fotomontaggio, un video, una frase) che in poco tempo diventano virali sui social.

Protagonista indiscussa è l’Amuchina: la nevrosi da Covid-19 ha fatto schizzare il prezzo del disinfettante alle stelle, arrivato a toccare i 100 € su Amazon. Ecco perché, considerato il nuovo valore, diventa protagonista della Creazione di Adamo di Buonarroti che domina la Cappella Sistina.

La stessa Amuchina ha colto al balzo tutta questo clamore pubblico. Su Twitter l’account Amuchina ™ Official ha collezionato nelle prime ore più di tremila “mi piace” alla battuta: «Salve, qualcuno mi cerca?».

Ed i brand in tutto questo? Pochi in verità hanno colto il trend Coronavirus per fare Instant Marketing, forse nel timore di generare reazioni negative negli utenti, specialmente in quelli più colpiti dal virus.

Così si è scatenata l’ironia di “Pasta De Cecco” che irrompe nella guerra fra penne lisce vs rigate, partita della fotografia delle penne lisce abbandonate sole solette nella desolazione del supermercato svuotato.

“Non tutte le #pennelisce sono lisce allo stesso modo: è la trafilatura al bronzo del Metodo De Cecco a renderle squisite”. Aggiungendo 8 ricette per realizzarle al meglio.

Ironia is the way insomma, un vero e proprio vaccino (l’unico, per la verità, trovato finora dato che di vaccino vero e proprio ancora non se ne parla) contro la paura e le fake news.

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