Ti sei preposto di fare un’Analisi Sito Web ma non sai da dove cominciare? Una delle attività fondamentali che spesso viene sottovalutata è la fase di analisi dei risultati e delle performance di un sito web .

Prima di mettere online un sito web è importante definire gli obbiettivi da raggiungere: a volte si tratta di vendere prodotti e/o servizi, in altri casi lo scopo è quello di ottenere contatti, in altri ancora semplicemente far conoscere i propri contenuti (testi, immagini, video, pdf, ecc.).

Monitorare il comportamento degli utenti sul sito e il raggiungimento degli obbiettivi preposti è importante per capire se si è lavorato bene in fase di sviluppo e per definire le corrette strategie di ottimizzazione.

Ma a questo punto di chiederai quali metriche prendere in considerazione per realizzare un’analisi del tuo sito web il più possibile attendibile.

Continua a leggere per scoprire le 5 metriche più importanti per capire se la tua visibilità online è adeguata alle tue aspettative.

Valutazione Sito Web: le metriche da tracciare con Google Analytics

Cominciamo subito con il dirti che online esiste una grande quantità di dati disponibili per valutare le performance del tuo sito web.

Ma…Non tutti i dati sono uguali, alcuni sono più importanti di altri.

L’obbiettivo che abbiamo in mente con questo articolo è quello di evitarti il mal di testa spiegandoti quali sono i principali KPI (key performance indicators) per valutare la performance di un sito web.

Per analizzare il traffico e la navigazione degli utenti su un sito lo strumento migliore è senza dubbio Google Analytics, un servizio completamente gratuito con tutti i dati necessari per misurare le azioni e conversioni degli utenti web sulle pagine del tuo sito web.

Oltre ad essere gratis Google Analytics è facile da installare, basta inserire un codice di tracciamento fornito dalla piattaforma in ogni pagina del sito che vogliamo monitorare, cosa più complessa è raccogliere i dati che ci servono veramente.

Se hai un sito realizzato in WordPress sappi che esistono diversi plugin dedicati proprio al codice di monitoraggio Google Analytics.

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“Se si raccolgono abbastanza dati, qualsiasi cosa può essere dimostrata con metodi statistici.”

Ecco le metriche di Google Analytics da non perdere

1. Visualizzazioni e sessioni per capire il traffico che il sito riceve

La verifica delle visualizzazioni di pagina e sessioni restituisce un’idea generica del traffico.

Pur non essendo tra le metriche più specifiche, se incrociate con le altre queste due voci aiutano a capire il traffico che il sito riceve.

Attenzione a non confondere visualizzazioni e sessioni.

Una sessione indica tutte le azioni compiute nel sito da un singolo utente in uno specifico arco temporale, pari a 30 minuti per impostazione predefinita delle stesso Google Analytics.
Mentre uno stesso utente potrebbe visualizzare più volte lo stesso contenuto.

Troppo complicato? Ecco un esempio concreto: poniamo il caso che tu clicchi su questo articolo tre volte nell’arco di 30 minuti. In questo caso avremo una singola Sessione e ben 3 visualizzazioni.

Un’altra metrica importante è la tipologia di utenti che visita il tuo sito.

I visitatori del sito si possono raccogliere in due macro categorie:

    • Nuovi Utenti;
    • Utenti di ritorno.

Entrambi hanno un valore diverso per la tua attività: i nuovi utenti sono quelli che arrivano a conoscenza del tuo sito e dei tuoi servizi per la prima volta, mentre quelli di ritorno conoscono già il tuo brand.

Più elevata è la percentuale di utenti di ritorno sulle tue pagine, più la tua strategia di fidelizzazione sta funzionando.

Se i nuovi utenti sono inferiori di quelli di ritorno, probabilmente è arrivato il momento di allargare il tuo pubblico ottimizzando la strategia la SEO o realizzando delle campagne pubblicitarie su Google e Facebook Ads.

Attenzione però a dare troppo peso a questo dato. Sebbene il pubblico di ritorno sia un sintomo che il sito e i servizi in essi offerti piacciono a chi lo naviga tanto da indurli a tornare, il rapporto tra nuovi e di ritorno dipende anche dal contenuto proposto.

  • Un blog o un giornale online avrà lettori abituali che leggono il sito regolarmente.
  • Un e-commerce al contrario potrà avere un alto numero di nuovi utenti, derivante da campagne pubblicitarie specifiche.

Controllare la tipologia di utenti è comunque un dato interessante per conoscere il proprio sito e gestirne i contenuti.

2. Frequenza di rimbalzo per valutare l’engagement del tuo sito

La frequenza di rimbalzo indica la percentuale di visitatori che si limitano a visitare una sola pagina del sito web, ovvero quella in cui sono atterrati.

In generale un frequenza di rimbalzo buona è inferiore al 50%.

Una frequenza di rimbalzo molto alta sta ad indicare che gli utenti, prevalentemente, tendono a fuggire via subito.

Ecco alcuni consigli utile per incrementare il coinvolgimento degli utenti rispetto al tuo sito web:

  • ridurre al massimo il tempo di caricamento. Tempi lunghi scoraggiano gli utenti e li inducono a lasciare il sito presto.
  • accertarsi che la visualizzazione da mobile sia chiara e non ci siano elementi mal disposti.
  • inserire link di rimando ad altre pagine o articoli di argomenti correlati che propongano un approfondimento di quanto trattato.
  • usare widget e immagini nella sidebar che invitino l’utente a compiere delle azioni o invitino altri contenuti da leggere.

In realtà un’alta frequenza di rimbalzo non è sempre negativa: pensiamo al caso di siti di attività locali come bar o ristoranti dove spesso l’utente accede al sito solo per trovare l’indirizzo o il numero di telefono. In questi casi, quindi, l’utente trova subito ciò che cerca e non ha nessun bisogno di prolungare la visita al sito.

3. Analisi Seo Sito Web: verifica indicizzazione sito e posizionamento con Google Analytics

Sebbene esistano diversi tool attraverso cui fare un’analisi Seo del tuo sito web, non tutti sanno che è possibile ricavare dati interessanti relativi al posizionamento su Google Analytics.

Andando su Comportamento/Contenuti del sito puoi vedere le pagine che ricevono più traffico

E’ bene avere presenti i dati di “Tutte le Pagine” per capire quali contenuti sono meglio indicizzati e più apprezzati dal pubblico e quali invece vanno potenziati.

Se fino a qualche anno fa, Google Analytics esponeva le chiavi di ricerca degli utenti, unendole a tutti i dati di traffico. Oggi, per via delle modifiche in termini di privacy, non è più così, e per il 90% delle query compare la dicitura not provided.

Se non possiamo analizzare le keyword, possiamo comunque analizzare le pagine di atterraggio, incrociando i dati di Google Analytics con i dati disponibili grazie ad alcuni strumenti di terze parti dedicati alla keyword analysis, quali Semrush o Seozoom.

Così potrai verificare se c’è una corrispondenza fra le pagine più visitate del tuo sito web ed il posizionamento delle keyword più interessanti per la tua attività.

Se ad esempio noti che la keyword “Integratori naturali stress”, fondamentale per il tuo e-commerce, è solo in terza pagina e anche le relative pagine prodotti non ottengono buoni risultati in termini di di visualizzazioni, potresti cominciare a scrivere articoli del blog al riguardo, contenenti nel testo link a tali prodotti.

Analizza il rapporto Traffico per canali

Questo rapporto ha l’utilità di fornire prime indicazioni sul peso relativo del traffico organico rispetto alle altre fonti di traffico quali ad esempio, la ricerca diretta del tuo sito web per nome e traffico generato dai tuoi canali social o dai link in entrata), consentendo la verifica della distribuzione del valore in relazione ai canali di acquisizione del traffico web.

4. Flusso di comportamento per valutare le azioni degli utenti sul tuo sito web

Metrica fondamentale che mostra nel dettaglio come gli utenti si muovono nel sito e quali sono le pagine di uscita (per le quali esiste anche una sezione specifica sempre nel menu Comportamento).

E’ un grafico che dà un’idea immediata e chiara dei comportamenti degli utenti e di quali contenuti inducano di più gli utenti a navigare in altre pagine ed i relativi tassi di abbandono del sito web.

5. Conversioni per valutare la strategia di marketing del tuo sito

Le conversioni sono le azioni che vuoi che gli utenti compiano sul tuo sito e solitamente corrispondono agli obiettivi del tuo business online.

Su Google Analytics vengono tracciate e misurate tramite la funzione “Obiettivi” che puoi impostare in Vista – Amministrazione.

Ad esempio:

    • iscrizione alla newsletter,
    • compilazione form contatti,
    • visualizzazione di un video,
    • aggiunta di un prodotto al carrello
    • avvio del checkout

Fra i più utilizzati troviamo l’obiettivo Destinazione, il quale registra una conversione ogni volta che un utente visita uno specifico URL (o un URL contente un dato termine).

Hai mai notato che, quando acquisti un prodotto, vieni poi reindirizzato ad una pagina in cui l’azienda/persona ti ringrazia? Non è solo gentilezza: quella pagina compare solamente quando un utente si registra con successo, ed in nessun altro caso. Quindi hanno impostato Analytics in modo che registri una conversione ad ogni visualizzazione della pagina miosito/grazie.

Il numero di conversioni effettuate dagli utenti ti dà una chiara idea sulle prestazioni del tuo sito e ti aiuta a capire l’andamento della tua strategia di marketing e di vendita.

Google Analytics presenta una sezione Conversioni dove puoi analizzare le statistiche legate alle tue conversioni. In questa sezione puoi vedere:

    • le pagine e i giorni in cui si realizzano più conversioni;
    • i canali di acquisizione da cui provengono gli utenti che convertono (se ad esempio da una campagna di Facebook Ads o da traffico organico);
      il tasso di conversione del tuo sito (quindi il numero di utenti che ha effettuato l’azione rispetto agli utenti totali);
    • il funnel di conversione, cioè il percorso effettuato dalle persone prima di effettuare la conversione – per avere un’idea delle pagine che rivestono maggior importanza allo scopo.

Come avrai capito, l’analisi dei dati  di un sito web è fondamentale per qualsiasi tipologia di azienda, perché permette di prendere decisioni strategiche basate su dati, non sensazioni od emotività.

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